“Sigo boccia incentivi a parto in casa, sbagliati e pericolosi”

21.05.2014 09:48
Riportiamo a titolo informativo una email arrivata a NascereMeglio da una mamma ginecologa:
 
"Buona Domenica a tutti da una soleggiata Londra!

Vorrei prendermi la liberta’ di discutere alcune delle argomentazioni riportate nell’articolo “Sigo boccia incentivi a parto in casa, sbagliati e pericolosi”.

Lo faro’ riportando evidenze scientifiche e non ‘licenze scientifiche’ come sembrerebbe aver fatto Paolo Scollo "sbagliato incentivare il parto in casa: una procedura difficile da gestire, che non rispetta i moderni requisiti di sicurezza e non risponde neanche a una logica economica".

 Il Birthplace prospective cohort study (2011) ha riportato gli esiti per la madre e il neonato di 64.000 nascite da madri ‘low risk’ secondo le line guida della NICE (2007).

Questo studio ha comparato gli esiti a seconda del luogo che la donna a scelto per il parto: a casa, in casa maternita’ ( sia in ospedale sia  fuori), e in sala parto ospedaliera.

Per donne considerate a ‘basso rischio di complicazioni ostetriche’ partorire e’ generalmente associato ad esiti positivi con un incidenza di esiti perinatali negativi del 4.3 ogni 1000 nascite (morte perinatale, encefalopatia neonatale, sindrome da aspirazione di meconio,  rottura della clavicola, danno plesso brachiale).

In casa maternita’ gli esiti per il neonato sono stati gli stessi che in sala parto ma per la madre l’assistenza in casa maternita’ e’ stata associata ad una riduzione significativa di tutti gli interventi ostetrici inclusi cesareo, parto strumentale ed episiotomia. Questo non solo ha significato una diminuzione di morbidita’ a breve, medio e lungo temine ma anche un risparmio economico.

Infatti le line guida NICE Intrapartum guidelines, al momento allo stadio di revisione finale, raccomandano a TUTTE le donne con gravidanza fisiologica (non solo sotto I 30 anni), che presentano I requisiti per essere seguite da un ‘ostetrica,   di partorire in case maternita’ perche’ garantiscono gli esiti migliori per madre e bambino. Inoltre offrono un buon rapport costo-effetto anche tenendo conto degli alti tassi di trasferimento per nullipare (36% da freestanding birth centres- casa maternita’ fuori dall’ospedale).

Per il neonato Il parto in casa e’ altrettanto sicuro che al parto in ospedale per le multipare, con notevoli vantaggi di riduzione di interventi ostetrici sulla madre. Il parto in casa offer anche il miglior vantaggio dal punto di vista economico, non avendo costi di struttura ed essendo assistito dolo da due ostetriche.

Per le nullipare si e’ riscontrato un aumento degli esiti negative per il neonato con un incidenza del 9.3 ogni 1000 parti. Al momento ci sono nuove valutazioni in atto. I riceratori inglesi, lungi dal discoraggiare il parto in casa, stanno valutando perche’ il parto in ‘freestanding birth centres (extraospedaliero) ha esiti per il neonate uguale alla sala parto ma per qualche motivo il parto a casa ha esiti peggiori. Un’ ipotesi che e’ stata avanzata e’ la mancanza di preparazione delle ostetriche territoriali nel gestire i trasferimenti e le emergenze ostetriche quando la percentuale di parti a casa e’ molto bassa. Infatti gruppi di ostetriche che assistono il 5-8% di parti in casa come in certe aree dell’Inghilterra hanno meno esiti negativi.

Per quanto riguarda le esperienze materne e la soddisfazione con il tipo di assistenza ricevuta le evidenze sono nettamente in favore del parto extraospedaliero (Macfarlane et al, 2014; Overgaard, 2011).

"Nei Paesi del Nord Europa, quando una donna decide di partorire tra le mura domestiche - sottolinea il numero uno della Sigo in una nota - fuori dalla porta di casa viene parcheggiato un centro mobile di assistenza che rimane a disposizione per tutto il travaglio. Inoltre, viene riservato un posto nell'ospedale più vicino.” Questo e’ assolutamente FALSO.

Ad esempio in Inghilterra per il trasferimanto si chiama un’ambulanza che ha il target di arrivare entro 8 minuti. Questo non e’ sempre garantito. 

Riguardo alla concentrazione dei parti in mega-strutture Professor Macfarlane (2008) discute il fatto che non esistano evidenze scientifiche che dimostrino la maggiore sicurezza. Anzi scandali recenti in strutture come il Queens Hospital con numeri di parti che raggiungono i 9.000 hanno iniziato a scatenare polamiche sulla sostenibilita’. 

Per concludere qui in Ingilterra ci stiamo muovendo verso un approccio opposto all’Italia. Sia documenti del governo (Maternity Matters, 2007) sia le nuove line guida NICE (2014) per donne ‘low risk’ consigliano il parto extraospedaliero a meno che non sorgano complicazioni. Questo garantisce I migliori esiti per madre e neonate oltre che a offrire il miglior costo-effetto.

 

 

References:

1.      Department of Health (2007). Maternity Matters: Choice, access and continuity of care in a safe servicePartnerships for Children Families and Maternity, Department of Health.

2.      Macfarlane, A. (2008). "Reconfiguration of maternity units - what is the evidence?" Radical Statistics 96: unpaginated.

3.      Macfarlane, A. J., Rocca-Ihenacho, L., Roth, C., Turner, L. (2014) Survey of women'sexperiences of care in a new freestanding midwifery unit in an inner city area of London. Midwifery,http://dx.doi.org/10.1016/j.midw.2014.03.013i

4.      The Birthplace Study Collaborative Group (2011) Perinatal and maternal outcomes by plannedplace of birth for healthy women with low risk pregnancies: the Birthplace in England nationalprospective cohort study-BMJ

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